Obbiettivo emissioni zero: Ricerca, Industria ed Istituzioni di fronte alla sfida

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International Energy Forum: si aprono i lavori a Roma

I paesi produttori e consumatori discutono delle sfide energetiche
 

Si è aperto stamattina a Roma l’International Energy Forum, evento mondiale che vede la partecipazione di 74 paesi, 14 organizzazioni internazionali e 30 delle più importanti aziende del settore. Nelle kermesse dell’Hotel Cavalieri Hilton a dare il benvenuto alle delegazioni è stato il Presidente del Consiglio uscente Romano Prodi che ha parlato di “sfide energetiche globali e che quindi richiedono governance che siano in grado di rispondere a diversi interessi ed esigenze dei paesi rappresentati”.

“Dobbiamo scongiurare il rischio – ha proseguito Prodi – che l’energia costituisca in futuro la ragione di scontro e tensione tra le varie regioni del mondo. Il contenimento delle emissioni inquinanti si sta rivelando una spinta straordinaria per un dialogo che coinvolga i governi e i cittadini di tutto il mondo in una visione strategica di lungo periodo”. Poi l’ex premier ha lanciato l’allarme sui rincari alimentari: “L’aumento dei prezzi, stimolato, oltre che dalla crescente domanda alimentare, dall’incremento della coltivazione di biocarburanti, sta producendo forti tensioni in molti paesi. Si sta delineando un conflitto tra cibo e carburante con disastrose conseguenze sociali a fronte di dubbi benefici ambientali. E’ necessario valutare con attenzione le politiche di incentivi e sussidi per evitare effetti distorsivi sulla corretta allocazione delle risorse”.

Per i biocombustibili - ha aggiunto - andrebbe assicurato che la loro produzione e distribuzione sia coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda le nuove tecnologie pulite è stato più volte sottolineato come le applicazioni di Carbon Capture and Storage, in grado di contenere le emissioni di anidride carbonica, sono da ritenersi necessarie.

Ma le preoccupazioni arrivano soprattutto dal greggio record che ha sfondato la soglia dei 117 dollari al barile: “E’ necessario che i prezzi petroliferi siano relativamente stabili a livelli accettabili sia per i consumatori che per i produttori. Quotazioni troppo alte pesano sull’economia mondiale, specie sui paesi più poveri, con un costo per l’economi mondiale stimato in 500 miliardi di dollari ogni 10 dollari di aumento del prezzo del barile. Lo stesso vale per il gas: nella sola UE le importazioni dovrebbero raddoppiare passando dagli attuali 300 miliardi di metri cubi ai 600 nel 2020. Un simile sviluppo- conclude l’ex premier- richiede infrastrutture di trasporto e comporta una crescente dipendenza da un numero limitato di paesi esportatori”.

 
 

Data: 21/04/2008

Autore: DAVIDE BARCARELLI