Il bilancio dell'11esima edizione in un documento che fa il punto sulle sfide energetiche globali

Cala il sipario sull'undicesima edizione dell'International Energy Forum, evento al quale hanno i partecipato i paesi produttori e consumatori di energia provenienti da 74 paesi e con 13 organizzazioni internazionali di rappresentanza. Nel documento finale illustrato dal Ministro dello Sviluppo Economico uscente Pierluigi Bersani si evince la volontà di stabilire un dialogo globale per fare fronte alle fluttuazioni e alla alta volatilità dei prezzi del greggio, per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso l'innovazione e nuovi investimenti.
" Ministri e leader del settore – si legge nello statement- si sono impegnati in un dialogo aperto per identificare i mezzi attraverso i quali poter raggiungere una maggiore stabilità nell'ambito dei mercati energetici mondiali, facilitare gli investimenti e contribuire alla protezione globale dell'ambiente". Sulla corsa del greggio che ha raggiunto i 120 dollari al barile è stato più volte sottolineato che " l'alta volatilità delle quotazioni rende più complessa l'interpretazione dei segnali dei mercati e può influenzare negativamente gli investimenti. Esiste una crescente interconnessione tra mercati finanziari e petrolio. I ministri hanno fatto appello alle maggiori organizzazioni affinché vengano esplorati ulteriormente gli andamenti di base dei mercati energetici e l'impatto sul fronte finanziario".
Secondo il paesi produttori la disponibilità di gas e greggio è sufficiente a soddisfare le esigenze mondiali per i prossimi decenni. Tuttavia le percezioni dell'opinione pubblica e dei mercati non sono in linea con la realtà geologica delle riserve. Altro punto fondamentale emerso è la necessità di “adeguati e puntuali investimenti” in tutta la catena produttiva del gas e del petrolio. Le stime dell'Agenzia Internazionale dell'Energia richiedono interventi al 2030 per 10mila miliardi di Euro, ma “le incertezze legate alla domanda e alla fornitura di energia rappresentano un ostacolo significativo per la programmazione degli investimenti”. Su quest'ultimo aspetto il dialogo tra paesi produttori e consumatori servirà ad aumentare la fiducia: i primi dovranno garantire la trasparenza dei mercati energetici, i secondi delineare le politiche e i programmi sull'energia per definire il proprio fabbisogno nel breve e nel lungo termine.
Se gli scenari della IEA prevedono che i combustibili fossili domineranno la scena energetica nei prossimi decenni – secondo i ministri- un futuro basato sull'energia sostenibile implica miglioramenti dell'efficienza energetica,l'uso di tecnologie avanzate sia nella produzione che nel consumo e lo sviluppo di fonti alternative a ridotte emissioni di gas serra. In particolare per l'efficienza energetica è stato sollecitato un approccio attraverso piani d'azione settoriali e la condivisione delle migliori tecniche disponibili per la produzione, il consumo e il trasporto. Tra le tecnologie d'avanguardia quella dello stoccaggio geologico della CO2 ( Carbon Capture and Storage) è stata indicata come strada maestra per per abbattere le emissioni provocate dai combustibili fossili. “ Lo sviluppo e l'implementazione di questa tecnologia – si legge – giocheranno un ruolo cruciale nella realizzazione di un futuro energetico sostenibile”.
Sui biocarburanti, invece, i ministri e i CEO delle più importanti aziende mondiali hanno evidenziato alcuni limiti e svantaggi, pur ritenendoli un'opzione strategica. “ Una valutazione completa e realistica del loro ruolo e del loro futuro e delle implicazioni ambientali ed economiche potenziali risulta essere un fattore importante al fine delle decisioni di investimento nei prossimi anni”.
Dopo l'appuntamento di Roma il prossimo International Energy Forum sarà nel 2010, probabilmente in Messico paese candidato a ospitare la 12esima edizione.
Data: 23/04/2008
Autore: DAVIDE BARCARELLI




