Obbiettivo emissioni zero: Ricerca, Industria ed Istituzioni di fronte alla sfida

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OCSE: il legame tra mercato e ecologia

I ministri dell'ambiente di trenta paesi riuniti a Parigi per trovare un accordo sulle politche comuni contro il climate change
 


photo © CC:Attribution-Slava emilova

Si sono confrontati per due giorni a Parigi nella sede dell’OCSE i ministri dell’ambiente di 30 paesi per fare il punto sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulle politiche condivise da intraprendere per ridurre l’impatto ambientale delle economie dei paesi sviluppati e di quelli emergenti. Al centro del dibattito il legame tra competitività,globalizzazione e abbattimento dei gas serra, come riportato da un recente rapporto dell’OCSE, l'Environmental Outlook 2030, nel quale vengono suggerite soluzioni politiche comuni per affrontare il climate change e non solo. Insomma quale è il rapporto tra mercato ed ecologia?

Le questioni più importanti –secondo il documento- riguardano anche la perdita della biodiversità, la scarsezza d’acqua e l’impatto dell’inquinamento sulla salute. I ministri intervenuti alla conferenza hanno ribadito l’importanza della collaborazione internazionale tra i vari stati membri dell’organizzazione, collaborazione senza la quale non sarebbe possibile centrare gli obiettivi ambientali. E il coinvolgimento dovrà passare per le economie emergenti e per il trasferimento di risorse e tecnologie in quei paesi in via di sviluppo. Secondo l’OCSE le tecnologie giocheranno un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici e il problema principale sarà renderle accessibili e convenienti dal punto di vista economico.

Per i ministri bisognerà stimolare gli investimenti nelle “cleantech” non solo nel settore privato ma anche grazie ai finanziamenti pubblici. Altro importante aspetto da studiare riguarderà i legami tra la protezione dell’ambiente e i rincari alimentari con un occhio puntato sui biocombustibili. E poi c’è il capitolo dedicato alla competitività, nel quale il panel ha sottolineato la necessità di spinte economiche che potranno creare sì nuove opportunità ma anche nuovi rischi, se non saranno portate avanti in un contesto di forte collaborazione internazionale e di approccio comune.

Ma per fronteggiare le eco-sfide i governi dovranno dare agli investitori e all’industria segnali chiari e a lungo termine che consentiranno la diffusione delle nuove tecnologie pulite. In questa direzione gli stati possono dare il loro contributo – suggerisce l’OCSE- stabilendo un prezzo comune per i crediti di anidride carbonica, mettendo incentivi fiscali, promulgando norme per le nuove tecnologie pulite, eliminando i sussidi esistenti a quelle inquinanti. L’invito è ad agire perché il costo dell’inattività “sarebbe troppo alto”.

 
 

Data: 30/04/2008

Autore: DAVIDE BARCARELLI