Nella presentazione delle linee guida energetiche il tema dell'atomo resta in primo piano

Un reattore della Westing House Ap1000
“Speriamo solo che si decida in tempi brevi”. Commenta così Maurizio Beretta direttore generale di Confindustria la domanda sul nucleare che al convegno di Confindustria Energia è uno dei temi più attuali.
E se Pasquale De Vita parla di “grande opportunità e unica vera risposta all'impennata dei prezzi energetici e alla dipendenza dall'estero”, Ermete Realacci ministro ombra dell'ambiente del PD sostiene che “si tratta di una scelta sbagliata perché si basa su tecnologie vecchie e che i costi del ritorno al nucleare finiranno per ricadere sulla fiscalità generale”.
“Non è un caso – ha continuato – se tra gli anni 70 e 90 si costruivano 17 centrali ogni anno mentre dal 90 al 2005 solo 1.7. Bisogna accelerare sull'innovazione, sulla ricerca e sulle rinnovabili piuttosto”. Ma Realacci ha anche confermato la disponibilità a proseguire gli studi sugli impianti di IV generazione.
Dalla parte della maggioranza Mario Baldassarri presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato ha detto che “serve un piano serio che guardi all'ambiente alla sicurezza e alla diversificazioni delle risorse. Fino adesso gli italiani hanno pagato l'equivalente di 22 centrali nucleari francesi”. Tutto questo mentre il premier albanese Berisha si candida per ospitare nel suo paese le centrali italiane.
Data: 29/05/2008
Autore: DAVIDE BARCARELLI




