Accuse ai sussidi agricoli, biocombustibili come risorsa alternativa e motore di ricchezza e occupazione

©FAO/Giulio Napolitano
Il boom economico del Brasile, la rivoluzione energetica a base di bioetanolo, l'eliminazione dei sussidi per gli agricoltori dei paesi ricchi, la sicurezza alimentare. Il discorso del Presidente Ignacio Lula al vertice della FAO in corso a Roma tocca molti punti tra cui la discussa interdipendenza tra prezzi dei generi alimentari ed energia. Il responsabile dei rincari – specifica nel discorso- è il prezzo del petrolio. “ In Brasile per ogni litro di latte, per ogni derrata di soia, granturco o piselli il 30% del costo finale è determinato dal petrolio. E questo succede dove il greggio copre soltanto il 37% dei fabbisogni energetici del paese, visto che il 46% lo forniscono fonti rinnovabili tra cui la canna da zucchero e le centrali idroelettriche. A questo punto mi chiedo quanto incida in altri paesi che dipendono più di noi dal petrolio”. In un altro passaggio Lula difende con vigore la scelta dei biocombustibili: “Sono decisivi nella lotta ai cambiamenti climatici e hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e sociale dei paesi più poveri. Producono ricchezza e posti di lavoro, specialmente nelle aree rurali, insieme all'energia pulita”.
Un duro attacco poi contro “chi accusa i biofuel di affamare il mondo senza considerare quanto incidono sul prezzo finale degli alimenti i prezzi del greggio, specie nella fase di produzione che nel trasporto”. “Mi dispiace constatare che molti di quelli che criticano l'etanolo-ha proseguito Lula- sono gli stessi che per decenni hanno mantenuto barriere protezionistiche a discapito degli agricoltori dei paesi in via di sviluppo e dei consumatori di tutto il mondo”.
Poi il presidente cita il caso del Brasile dove le coltivazioni energetiche convivono con quelle alimentari che l'una tolga spazio all'altra. Su 340 milioni di terra coltivabile appena il 2% è adibita alla canna da zucchero e di questa soltanto l'1% produce etanolo. Inoltre -secondo le statistiche del ministero dell'agricoltura- la produzione cerealicola dal 1970 a oggi (anno in cui è partito il programma nazionale sull'etanolo) è cresciuta del 142% grazie agli investimenti, ai miglioramenti tecnologici e alla ricerca in campo agricolo. Ma Lula non ancora soddisfatto dell'affondo ha proseguito smontando un'altra “argomentazione priva di senso che i soliti critici usano contro l'etanolo brasiliano, quella della deforestazione selvaggia dell'Amazzonia”.
Il presidente ha fatto notare che nelle regione nord, che comprende la maggior parte della foresta amazzonica, ci sono solamente 21.000 ettari di piantagioni di canna da zucchero, pari allo 0.03% del totale, ma si è dichiarato contrario alla produzione di etanolo da granturco. “Questo tipo di biocarburante compete con l'etanolo da canna da zucchero soltanto perché è sostenuto da sussidi e barriere tariffarie”. Dalle coltivazioni a base di granturco, infatti, si ottiene un bilancio energetico di 1.5 rispetto alle quantità di energia utilizzata contro l'8.3 dell'etanolo da canna da zucchero. “Il Brasile è competitivo perché ha la tecnologia, la terra fertile, il sole e l'acqua in grandi quantità e agricoltori all'avanguardia. Ma non siamo soli. Molti paesi africani, dei Caraibi e dell'America Latina si trovano in condizioni simili. Attraverso la cooperazione, il trasferimento delle tecnologie e l'apertura dei mercati si possono produrre con successo bioetanolo e biodiesel e creare posti di lavoro e ricchezza”.
Almeno 100 paesi- secondo Lula- avrebbero una predisposizione naturale per i biofuel. Ma gli esempi tornano al paese sudamericano dove la quasi totalità dei veicoli in circolazione è Flex-Fuel: secondo alcune ricerche l'emissione di CO2 dell'etanolo da canna da zucchero sarebbe di gran lunga inferiore rispetto a una vettura a benzina. “Abbiamo scoperto che la macchina a benzina produceva 250 g/km di CO2, un quantitativo 8.5 volte superiore".
Stessa situazione per il biodiesel: i camion alimentati dalle fonti fossili inquinano 5.3 volte di più”. Lula ha poi concluso chiedendo una riflessione equilibrata sui biocarburanti e sul riscaldamento globale e invitando istituzioni, industrie e stati alla conferenza internazionale sui Biofuel in programma a novembre a San Paolo.
Data: 04/06/2008
Autore: DAVIDE BARCARELLI




