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Promossi e respinti all'esame delle emissioni degli 8 Grandi

Il G8 Climate Scorecards 2008 premia il Regno Unito e boccia gli USA

Proprio in concomitanza del G8 il WWF tira metaforicamente la giacca agli 8 grandi del pianeta per rendere conto del loro comportamento verso una delle questioni cardine all’ordine del giorno. Il rapporto commissionato dal WWF, dal titolo G8 Climate Scorecards 2008, utilizza come parametri di valutazione indicatori quantitativi come gli indici di emissione dal 1990 a oggi e i progressi verso i propri emission target definiti dal protocollo di Kyoto.

Tre sono state inoltre le aree prese d’esame: efficienza energetica, rinnovabili, mercato dei crediti di carbonio. Il rapporto non trascura nemmeno le politiche energetiche i paesi emergenti Cina, India, Brasile, Messico, Sudafrica.

La classifica ufficiale è: Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Canada, Stati Uniti. Dr. Richard Moss vice presidente dell’area cambiamenti climatici al WWF ha tuttavia sdrammatizzato il piazzamento degli USA, dicendo che non è troppo tardi affinché l’attuale amministrazione si concentri sull’efficienza energetica e ai finanziamenti per tecnologie pulite e a basso impatto ambientale, indicate anche come nuova linfa per l’economia. Queste sono due aree in cui gli USA a detta di Moss si sono arenati, e la via d’uscita potrebbe proprio essere d’aiuto questo rapporto.

Tuttavia ci sono dei timidi passi in avanti nel percorso verso la riduzione delle emissioni: l’anno scorso il presidente Bush ha firmato una legge che obblighi i veicoli venduti sul territorio americano a essere più efficienti energeticamente e ha ordinato alle agenzie federali di ottimizzare il consumo di energie delle proprie strutture. Il congresso ha inoltre dato il via a programmi per lo sviluppo di tecnologie low carbon e riavvivato il dibattito sulla legislazione in materia di cambiamenti climatici, mentre i due candidati alla presidenza sostengono già il cambiamento di alcune leggi nazionali.

Da segnalare, nella classifica, alcuni casi degni di nota. Il Regno Unito vincitore della classifica raggiungerà gli obiettivi di Kyoto per essere passato negli anni 90 dal carbone al gas naturale. Stessa strategia adottata dalla Russia, che però dal 1999 non ha saputo regolare le emissioni con politiche adeguate. La Francia, nonostante sia un paese industrializzato, presenta basse emissioni in parte per l’utilizzo del nucleare. Stessa situazione del Giappone che oltre al nucleare adotta politiche di efficienza energetica. Il premio per l’utilizzo delle rinnovabili è andato alla Germania mentre gli USA assenti alla ratifica di Kyoto totalizzano il record negativo delle più alte emissioni pro capite.

Autore: GIUSEPPE GANDOLFI

 

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