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Per completare il puzzle della mobilità sostenibile sì deve sì puntare su veicoli meno inquinanti, ma anche su infrastrutture che ottimizzino il flusso dei veicoli. Audi è attiva su entrambi i fronti: nonostante sia tramontato il progetto di un Q7 ibrido basato su una batteria al nichel-metallo, la casa tedesca ha così optato verso la tecnologia gli ioni di litio, per essere tra i primi quando sarà sul mercato. La motivazione data da Michael Dick responsabile R&D di Audi AG in un’intervista al magazine britannico AutoCar, è stata la scarsa soddisfazione delle performance del veicolo a basse temperature e la limitata autonomia della batteria. Dick ha poi svelato le intenzioni di fare il Q5 il primo vero modello ibrido, e di equipaggiarlo con una batteria agli ioni di litio.
Audi negli scorsi due anni ha sviluppato il progetto Travolution, i cui test sono appena terminati a Ingolstadt. Grazie a 1,2 milioni di euro investiti nel progetto si è potuto delineare un’ottimizzazione del flusso grazie a delle reti di comunicazione tra semafori e i veicoli, riducendo i tempi di stop, le frenate, i passaggi a marce più basse. Nello specifico i test hanno coinvolto 46 semafori dotati di moduli di trasmissione dati, un’Audi A5 e una Audi A6 Avant con computer di bordo. I semafori hanno comunicato alle vetture quando scatterà il prossimo verde e il conducente è stato informato dal sistema Audi MMI della velocità da raggiungere per sfruttare "l’onda verde”. Visto il successo dei test, il sistema Travolution verrà esteso ad altre 20 auto e 50 semafori e verrà aggiunto un servizio di informazione live sulle condizioni del traffico.
Autore: GIUSEPPE GANDOLFI
Tags: ioni di litio , auto ibrida , infomobilità , Audi
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