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Ci vogliono 10 mila auto per rendere il car sharing alla portata di tutti. Ad H2Roma la proposta di un progetto comune che coinvolga operativamente costruttori e i noleggiatori, con la regia delle istituzioni.
È quanto è emerso ad H2Roma Energy&Mobility Show nel corso del workshop promosso dal Centro Trasporti e Logistica (CTL) della Sapienza Università di Roma e dal Centro Studi Fleet&Mobility. Hanno lanciato l’iniziativa Gianni Matranga Ad di Fiat Auto Var; Roberto Lucchini, presidente Aniasa e amministratore delegato Avis e Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility.
Secondo Pier Luigi del Viscovo, “c’è una domanda di car sharing importante, ma latente, che aspetta solo un’offerta su larga scala. Oggi per Roma dobbiamo pensare a un car sharing che abbia una base di almeno 10 o 20mila macchine. Solo così potremo davvero indurre molte famiglie a rinunciare alla seconda auto, sapendo di poter trovare un veicolo disponibile poco distante”. Una soluzione che consentirebbe di diminuire le auto parcheggiate, e tenere in circolazione quelle di ultima generazione e poco inquinanti.
“Sia il costruttore nazionale che i noleggiatori – ha aggiunto Del Viscovo - si sono detti pronti a partecipare a un progetto di questa portata, a condizione che anche le istituzioni ne siano parte, sia per la necessaria disponibilità di strutture e permessi, sia perché l’esperienza di Atac, l’agenzia per la mobilità, è un patrimonio di conoscenze irrinunciabile.” Nel corso del workshop, Giuseppe Noia e Luca Avarello di Atac hanno infatti illustrato i positivi risultati degli esperimenti di car sharing che l’azienda conduce a Roma da alcuni anni.
L’autonoleggio è una realtà che oggi conta circa 700.000 veicoli, utilizzati da milioni di persone in alternativa all’auto propria: segno che usare un’auto quando serve, invece di averne una di proprietà, è un concetto che ormai è entrato nella cultura della mobilità degli italiani.
Tags: H2Roma , Roma , Sapienza Università di Roma , car sharing
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Situazione a Roma
A Roma il car sharing dispone di ben 40 auto, nei Municipi I,II,III e XVII, in 24 parcheggi. Il IV Municipio (Monte Sacro e dintorni) con oltre 250.000 abitanti dispone di ZERO parcheggi e ZERO auto. Il mio commento? Odio il linguaggio volgare! (Copia del commento lasciato sul sito di Quattroruote)
In questa sede continuo: finora pare si sia scherzato, se si vuole che il car sharing decolli a Roma, occorre, con i dovuti controlli, aprire all'iniziativa privata. Credo che l'ATAC abbia già parecchio da lavorare per il corretto disimpegno dei suoi compiti primari.
Commento di Paolo ELIA scritto il 17/11/08
fatelo sul serio pero'...
grande....l'idea e' ormai ampiamente sperimentata...
ma dopo il bel convegno...fatelo sul serio.....
io prometto che alment io e20 miei amici lasciamo la auto privata per
passare al vostro car-sharing...
quindi in fretta fatelo sul serio....operativo...
grazie.....spero che non mi deludete...
Commento di luigi scritto il 18/11/08
Car sharing Roma
Condivido da addetto ai lavori,avendo costituito quasi 5 anni fà una piccola azienda di noleggio dedicata alla mobilità ecosostenibile con l'uso di mezzi ad impatto zero, il commento del Sig. Elia, anche perchè ironia del destino abito il IV Municipio, uno dei più estesi e popolati della Capitale e già sarebbe un successo riuscire a realizzare una diversificata mobilità di quartiere o di prossimità. Una proposta in questo senso di base è stta da me proposta al Municipio per dare inizio ad una fase propedeutica funzionale al completamento della Metro B1 nel 2011. Il car sharing necesiterebbe anche di una diffusione in ampi parcheggi di scambio alfine di limitare l'uso dell'auto privata poichè comunque non la sostityuisce e cmq non sarebbe positivo per l'industria delle 4 ruote una netta riduzione negli acquisti.
Il car sharing deve essere di ausilio al TPL modificando per quanto possibile lo stile di vita anche se il car pooling potrebbe essere la formula più concreta con la condivisione del trasporto su percorsi condivisi.
Se la necessità di una città come Roma possano essere 20.000 auto potrebbe anche essere realistico ma forse eccessivo e cmq l'accesso al servizio dovrebbe essere fornito da aziende private monitorate da un soggetto super partes (ATAC) piuttosto che da una municipalizzata cui attiene la già complessa e non sempre efficiente gestione del TPL. Semmai il ruolo dovrebbe essere la definizione delle regole , accompagnamento iniziale delle imprese partner nei costi e nella gestione operativa di un servizio collaterale.
Questo avrebbe l'indubbio vantaggio di garantire un miglior servizio, estenderlo capillarmente sul territorio con il contributo dei privati interessati ( limitando il no. dei punti assegnati a ciascun partner) ed infine una situazione recessiva di natura economica dare impulso alla PMI consentendone una programmazione di sviluppo con l'uso di veicoli ecologicamente compatibili e con evidenti vantaggi di ricaduta occupazionale.
Commento di Norberto Soussa scritto il 06/12/08
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