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La collaborazione per l'integrazione della tecnologia agli ioni di litio della sportivissima Tesla nella Smart elettrica è motivo di attenta riflessione anche per chi è scettico sulle potenzialità di affermarsi sul mercato dell'elettrico.
Il particolare è che l'elettrico sia stato concepito da Tesla, forse l'unico a produrre e a vendere oggi auto elettriche in Nord America e in Europa, subito in chiave sportiva, poi previsto per una berlina 4 porte con possibilità ora di essere innestato in una city car come la Smart i cui clienti scelgono per ben altri motivi che le prestazioni.
Una partnership indubbiamente strategica, ha enfatizzato Thomas Weber, Capo Ricerca e Sviluppo Daimler, quella tra la casa tedesca con i suoi 120 anni di esperienza e la neonata Tesla con il suo spirito pionieristico e visionario.
Per facilitare lo scambio di know how, collaborare sullo sviluppo delle batterie, propri veicoli elettrici, è avvenuta l'acquisizione di una quota di circa il 10% di Tesla da parte di Daimler: un'altra pietra miliare di Daimler nella strada della mobilità sostenibile.
Già lo scorso marzo Daimler aveva fondato la Deutsche Accumotive, una joint venture con Evonik Industries diventando il primo produttore auto mondiale a sviluppare, produrre e vendere batterie per applicazioni automobilistiche.
Entro la fine di quest'anno l'impianto Smart a Hambach, Francia, produrrà fino a mille biposto elettriche di seconda generazione che verranno usate per il progettto emobility Berlino o emobility Italia, progetto in collaborazione con Enel, di cui si è discusso all'evento JIM 09.
Se Tesla Roadster promette di fare 0-100 km/h in poco più di tre secondi e di toccare i 320 km di autonomia di marcia per carica, le premesse per il successo della Smart elettrica ci sono tutte.
Tags: ioni di litio , zero emissioni , auto elettrica , riduzione emissioni , riduzione consumi , prestazioni , compagnie energetiche , Smart , Tesla , ENEL
Autore: Giuseppe Gandolfi
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Accordi e acquisizioni sull'elettrico sono all'ordine del giorno.......
I frutti di questi accordi, dove la produzione o non c'è ancora o è a livello di test non potranno a mio avviso che maturare non prima dei prossimi tre / cinque anni..., nell'ipotesi che nel frattempo si sviluppi in parallelo una adeguata strategia per le strutture e le infrastrutture.......supportata da un'adeguata visione energetica.......cosa che nel nostro paese e nel nostro contesto politico non vedo all'orizzonte....
Commento di Luca scritto il 20/05/09
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