Uno studio di John Voelcker indica come data cruciale il 2015

La propulsione elettrica dei veicoli e la tempistica con la quale potranno sostituire la tradizionale combustione dei carburanti fossili rimane una questione incerta. In una relazione preparata esclusivamente per Just-Auto, John Voelcker traccia un quadro di riferimento per lo sviluppo di ibridi e veicoli a propulsione elettrica entro il 2015.
Di seguito un profilo dello studio tratto da una nota dello stesso autore dove prende in considerazione i problemi riguardanti le previsioni dei volumi.
In un mercato globale, che in un anno ha visto perdere più del 20% del suo volume, fare previsioni è un’operazione quanto mai ardita. La maggior parte dei costruttori auto ha difficoltà a fare le previsioni di vendita mensili, immaginiamoci fare quelle per i veicoli a propulsione elettrica, per i prossimi cinque anni. Il management delle case automobilistiche è poco propenso a fare dichiarazioni e annunci pubblici in merito all’elettrico anche perché l’ atteggiamento complessivo dei vari governi, in concreto, risulta ancora molto tiepido tanto che , in alcuni paesi, ancora mancano precise direttive in materia.
I veicoli elettrici ibridi tradizionali offrono uno spunto interessante di riflessione. Nel 1997 questi veicoli ibridi erano considerati strani, e gli analisti finanziari alla dichiarazione di Toyota di metterli sul mercato avevano ritenuto l’investimento della casa giapponese estremamente rischioso penalizzandone così il titolo in borsa. Tuttora è possibile affermare che non godono ancora di una informazione adeguata. Hanno impiegato 10 anni a conquistare il 2,5% del mercato statunitense e circa l’1% del mercato globale.
La maggior parte degli analisti industriali prevede che i veicoli plug-in ibridi e quelli elettrici a batterie avranno pressappoco la stessa crescita, sebbene i poderosi interventi governativi per agevolare l’acquisto di veicoli plug-in possa far crescere la richiesta dei consumatori, compensando così i costi ragguardevoli delle batterie nell’arco dei primi cinque anni. Sembra inoltre molto probabile che i sistemi start&stop o quelli micro-ibridi cresceranno rapidamente nell'immediato futuro.
Pertanto, con quale ritmo le vetture ibride, plug-in ed elettriche aumenteranno la loro quota globale nei prossimi anni? Se si prende un valore intermedio approssimativo fra le varie previsioni fino al 2020 – periodo che esula di cinque anni da quello preso in considerazione in questa relazione – si scoprirà che per il mercato globale nel suo complesso gli ibridi tradizionali (totali o parziali) quali l’archetipo Toyota Prius rappresenteranno circa il 20% della produzione di vetture.
I veicoli plug-in, comunque, si assesteranno sul 6%, comprendendo quelli solamente elettrici a batterie (con autonomia fino a circa 150 km) e quelli ibridi.
Per inciso, è probabile che la quota del mercato globale relativa al diesel inizierà a diminuire, e che non ci sarà traccia per i veicoli leggeri in Asia (in particolare in Cina) o nel Nord America. Infine, vale la pena di ricordare che i veicoli a metano potranno avere il 2% del mercato globale, con dati più significativi in particolari regioni dove il metano è adatto come carburante da utilizzarsi nel settore auto.
Per quanto riguarda il periodo preso in considerazione– vale a dire da ora fino al 2015 – gli indici di penetrazione saranno tali da cominciare a scalfire in modo significativo il dominio della benzina. Sembra che gli ibridi cresceranno dall’attuale 1% di produzione mondiale al 4%-5%, vale a dire 3 milioni di veicoli su un volume totale di 70 milioni. I costruttori leader saranno la Toyota e General Motors, seguite da Honda, Ford e Volkswagen.
Ma i veicoli plug-in, sia nella versione ibrida sia in quella puramente elettrica, costituiranno 1% o meno del mercato globale – meno di 1 milione di unità all’anno nel 2015 – dati i costi delle batterie ad alto potenziale, per cui ci sarà ancora bisogno di notevoli sovvenzioni governative affinché i consumatori possano permettersi tali vetture.
E’ il costo elevato delle batterie che rende le previsioni incerte su uno spettro così ampio. Da un lato ci sono gli elettro-scettici, che credono che il motore a combustione interna, pur consumando molto meno carburante, continuerà ad avere un ruolo dominante nella prossima metà del secolo. Dall’altro lato ci sono gli ‘ottimisti verdi’ che vedono nel progressi tecnologici, nei prezzi in salita del petrolio e in una sempre maggiore consapevolezza del pubblico una spinta costante verso la richiesta di veicoli plug-in.
Infine, due fattori esterni all’industria automobilistica determineranno il grado di crescita dei veicoli a propulsione elettrica: il costo di un barile di petrolio e il costo delle emissioni di carbonio derivante da tariffe imposte a livello sia nazionale che globale. Tuttavia, pur considerando i tempi lunghi dell’industria, è necessario che i costruttori di tutto il mondo puntino, per il prossimo decennio, sulle nuove tecnologie prima che si presentino questi problemi.
Data: 06/05/2009
Autore: GB


